Applicazione per il braciere olimpico Londra 2012

Indietro
Settore
Architettura
Paese
Regno Unito (UK)
Applicazione per il braciere olimpico Londra 2012

Sfida

La partecipazione ai Giochi Olimpici è certamente il momento clou della carriera di ogni atleta e lo stesso è stato per il progettista inglese Thomas Heatherwick: selezionato per creare il braciere per i Giochi Olimpici del 2012 a Londra, ha pensato di avere vinto l’oro. Sebbene Thomas fosse chiaramente onorato per l’incarico affidatogli, il progetto si è rivelato impegnativo e irto di ostacoli. Dopo aver combattuto per mantenere la presenza del braciere nello stadio principale, l’incarico di costruire qualcosa che collegasse storicamente tutte le nazioni è stato ulteriormente complicato dalla richiesta di non utilizzare parti mobili.

L’impressionante soluzione finale di 16 tonnellate di peso, 8 metri di larghezza e 8,5 di altezza, in realtà aveva più parti mobili di qualsiasi altro braciere della storia. Ma solo parti di qualità, dalle caratteristiche comprovate: questo non era un progetto in cui fare esperimenti.

Soluzione

Il braciere olimpico era costituito da 204 petali mentre quello delle Paraolimpiadi ne aveva 164, ognuno dei quali rappresentava una nazione partecipante. Era inoltre suddiviso in tre livelli, con i supporti per gli steli in cui sarebbero dovuti essere inseriti i petali da un bambino che accompagnava ciascuna delle squadre. Una volta accesi, gli steli si sarebbero sollevati lentamente dal suolo convergendo fino a formare un calderone verticale con una singola fiamma di grosse proporzioni. Ciò che le immagini non mostravano era il meccanismo intelligente che permetteva a ciascuno dei tre livelli di sollevarsi a una velocità costante. Il cuore del meccanismo erano 16 martinetti con vite a ricircolo di sfere Hepco Zimm, che permettevano il sollevamento del leveraggio del braccio.

Prodotti forniti

4 serie 25×5 MSZ10 x corsa 350 mm, 12 serie 32×10 MSZ25 x corsa 350 mm e 4 serie 40×10 MSZ50 x corsa 350 mm. Tutte le serie erano costituite da martinetti con vite a ricircolo di sfere.

Risultati

Probabilmente il migliore braciere mai visto ai Giochi Olimpici che, come ora sappiamo, si è aperto e chiuso senza problemi. Il processo di chiusura era semplicemente l’opposto di quello visto alla cerimonia di apertura, con gli steli che venivano tirati dai martinetti finché il braciere non scendeva al suolo e le fiamme dei petali non si estinguevano a una a una.

Un’operazione riuscita con i martinetti della vite a ricircolo  di sfere Hepco Zimm che hanno funzionato a dovere, anche se solo per due cicli; la qualità e il numero di opzioni di questa gamma hanno rappresentato fattori chiave nella scelta, oltre alla necessità di garantire i tempi di consegna stability.

Indietro